Classe 1973. Il mezzo secolo è superato, ma la mia età interiore resta 38.
Cresciuta tra più lingue e culture, oggi mi muovo con agio fra
italiano, tedesco, inglese e francese. E lo spagnolo è in arrivo.
Amo le cose semplici:
la natura e vedere crescere il mio orto,
cucinare con creatività usando ciò che c’è,
immergermi in letture avvincenti,
scrivere nel mio quaderno personale,
disegnare a matita,
mettermi in movimento sulla mia bici.
E amo le conversazioni vere e gli incontri in cui si può essere senza dover dimostrare.
A cosa non rinuncio:
esplorare il mondo con curiosità,
comprendere la complessità umana,
meravigliarmi del dietro le quinte della Vita.
Tipo di personalità ENFJ — anche se, come tutto, evolve nel tempo.
La costante è essere multipotenziale (non sempre un vantaggio).
Il mio superpotere: la potenza dell’immaginazione.
Visualizzare una direzione. Vedere l’obiettivo come già raggiunto. Orientare l’agire.
Ho creato FocusVitae per focalizzare le mie energie su ciò che per me è davvero importante:
accompagnare la salute mentale e professionale.
Da oltre dieci anni lavoro al fianco di persone in situazioni di stress, burnout, malattia o transizione, nel delicato passaggio tra comprendere e riuscire davvero a cambiare qualcosa nella vita quotidiana.
Il mio percorso non è stato una costruzione lineare di competenze.
È cresciuto piuttosto come un sistema vivo, in cui ogni esperienza e
ogni ruolo hanno contribuito a formare la professionista che sono oggi.
Guardandolo bene emerge un filo rosso molto chiaro:
entrare nella complessità, comprenderla, darle forma
e trasformarla in direzione, struttura e possibilità concrete.
Dal teatro di marionette porto con me:
la presenza, la flessibilità nello stare nell’incertezza,
la rapidità di adattamento e la creatività nel percorrere vie non standard.
Dalla comunicazione e dal lavoro multilingue:
la precisione delle parole, la capacità di tradurre la complessità e
di costruire ponti fra linguaggi, pubblici, bisogni, sistemi e attori.
Dalla gestione di progetti:
la visione d’insieme, la struttura, i processi e
la capacità di rendere operativi gli obiettivi.
Dal lavoro in contesti pubblici, non profit e sociosanitari:
il senso della qualità, la capacità di leggere e agire in contesti complessi e vincolanti,
l’attenzione per le fragilità visibili e invisibili.
Etichettarmi è sempre stato difficile.
E anche oggi continuo a integrare ruoli diversi, a seconda di ciò che serve:
Coach quando accompagno l’esplorazione e il processo.
Neurocoach quando il lavoro entra in profondità e coinvolge la dimensione inconscia.
Trainer quando introduco pratiche ed esercizi concreti.
Consulente quando definisco strategie sostenibili.
Questi ruoli non sono separati, ma si integrano in modo fluido nel mio modo di lavorare.
Formazioni continue in: neurocoaching, lavoro sul corpo, mental training,
counselling narrativo, ipnosi attiva e approcci orientati alla salute mentale e psicosomatica.
Il mio modo di lavorare si è costruito anche attraverso un intenso percorso personale:
lavoro su di me, psicoterapia e sperimentazione concreta.
Quello che offro oggi nasce dall’integrazione di
esperienza, sensibilità, metodo e lavoro sul campo.
Un accompagnamento che unisce profondità e concretezza,
per fare ordine nella complessità — senza semplificarla, ma rendendola attraversabile.
E costruire, nel tempo, una bussola personale.
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