C’era una volta una bambina vitale, piena di risorse, con il desiderio di far crescere le sue ali
ed esplorare il mondo con curiosità.
Poi sono arrivati gli abbandoni, e la crescita in un contesto impegnativo.
La bambina ha imparato presto a essere forte.
La ragazzina si è assunta responsabilità non sue e ha usato tutte le sue risorse
per tenere insieme ciò che rischiava di rompersi, per rendere la situazione sopportabile.
Ha imparato a funzionare.
A capire gli altri.
Ad adattarsi.
A non pesare.
A fare il possibile — e spesso anche di più.
Queste capacità sono diventate competenze.
Ma nel tempo hanno anche avuto un costo.
Nonostante forza di volontà, consapevolezza e determinazione,
il corpo e la mente dicevano stop.
Dentro il messaggio urlava: così non puoi andare avanti.
Eppure continuavo.
Pensando: ora passa, ce la posso fare, non posso smettere di funzionare.
Per senso di responsabilità, per paura, per il bisogno di dimostrare di essere all’altezza.
Non ho ascoltato.
Ho minimizzato.
E allora, ciclicamente, ho conosciuto ansia, attacchi di panico, burnout.
Non riuscire più a funzionare come prima.
E, insieme, perdere il senso di chi ero davvero.
Era necessario un cambiamento profondo.
Sapevo come volevo stare, non come arrivarci.
E ho iniziato da lì.
Ho iniziato a fermarmi.
A osservare bene-bene.
A riconoscere ciò che stava accadendo dentro e fuori.
È stato un percorso fatto di lavoro su di me, psicoterapia, ricerca, allenamento.
Un percorso non lineare, a volte faticoso, ma trasformativo.
Poco alla volta ho imparato qualcosa di essenziale:
capire non basta.
Serve attraversare.
Serve sperimentare.
Serve costruire nuove modalità, passo dopo passo.
Ho imparato a riconoscere i segnali del corpo.
A dare spazio alle emozioni.
A mettere confini.
A rallentare senza sentirmi in colpa.
A scegliere con più consapevolezza.
Non è stato un cambiamento improvviso.
È stato un processo.
In questo lungo e tortuoso processo ho capito quanto sia difficile trasformare la comprensione in cambiamento reale.
E quanto avrei voluto qualcuno al mio fianco per accompagnarmi proprio in quel passaggio.
Da lì nasce FocusVitae.
Per focalizzare ciò che conta davvero nella vita.
Per creare uno spazio sicuro in cui le cose possano prendere una forma diversa.
Per reinventare, a partire da ciò che c’è.
Il mio mantra Keep reinventing life & living reinventing nasce da qui.
Ciò che avevo attraversato era diventato parte della mia competenza.
Non solo ciò che avevo studiato, ma ciò che avevo vissuto e integrato.
So quanto può essere difficile fermarsi.
So quanto può spaventare perdere orientamento.
So quanto sia faticoso ricostruire.
E so anche che è possibile.
Non eliminando la complessità della vita,
ma imparando a orientarsi dentro di essa.
È dall’incontro tra esperienza personale, formazione e lavoro sul campo
che nasce il mio modo di accompagnare le persone:
con presenza, rispetto dei tempi, strumenti concreti e uno sguardo che
tiene insieme profondità e realtà.
Perché ciò che ho imparato è questo:
il cambiamento diventa reale quando entra nella vita quotidiana.
E, nel tempo, ognuno può costruire la propria bussola.
Se ti va, scrivimi la tua storia.
Possiamo partire da lì.