Per chi lavora sul piano terapeutico e clinico

 Psicoterapeuti, Psichiatri, Medici, Terapisti

Quando il passaggio alla vita quotidiana è ancora fragile

Ci sono momenti in cui il lavoro terapeutico è solido e il paziente ha sviluppato consapevolezza e strumenti.

 

La persona è più stabile, più consapevole, più protetta nel suo processo — ma il passaggio alla vita quotidiana resta fragile.

Comprende, ma non riesce ancora a sostenere nella realtà ciò che ha elaborato.

 

È in questa fase che intervengo.

Quando comprendere non basta ancora

Un ruolo al fianco

Lavoro con persone che sono in trattamento psicoterapeuticopsichiatrico o medico,

oppure che si trovano nella fase conclusiva o successiva al percorso.

 

Il mio intervento si colloca accanto al lavoro terapeutico, senza sostituirlo.

Accompagno il passaggio tra comprensione e integrazione, sostenendo la persona

nel rendere applicabili e sostenibili nella realtà gli elementi emersi nel percorso.

 

Lavoro su

  • stabilizzazione del funzionamento nella quotidianità
  • traduzione concreta di insight e comprensioni
  • regolazione dello stress e delle emozioni
  • accoglienza della propria vulnerabilità
  • recupero di continuità, orientamento e capacità di agire
  • consolidamento di modalità funzionali e sostenibili nel tempo.

Obiettivi

  • favorire il passaggio da comprensione a funzionamento concreto
  • sostenere un cambiamento stabile e integrato
  • accompagnare la persona verso una maggiore autonomia
  • preparare o sostenere il rientro nella vita attiva e lavorativa.

Modalità di intervento

L’accompagnamento è:

  • individuale e personalizzato
  • orientato alla realtà quotidiana della persona
  • complementare al percorso terapeutico o medico
  • focalizzato sulle risorse presenti nelle diverse fasi del processo di ripresa.

 

Può includere:

  • sessioni individuali regolari
  • lavoro su situazioni concrete della vita quotidiana
  • accompagnamento in fasi di ripresa o reinserimento
  • supporto nell’integrare strumenti già acquisiti.

Casistiche frequenti

  • burnout e stress cronico
  • disturbi d’ansia, attacchi di panico, disturbi psicosomatici
  • fasi di malattia e ripresa o di interruzione della terapia
  • difficoltà nel trasferire il lavoro terapeutico nella vita quotidiana
  • funzionamento fragile nonostante una buona comprensione.

Collaborazione e coordinamento

Il lavoro avviene nel rispetto dei ruoli e degli ambiti professionali.

 

Quando utile e concordato:

  • confronto mirato con il professionista curante
  • continuità tra spazio terapeutico e quotidianità
  • chiarezza e coerenza nel percorso di ripresa della persona.

Quando può essere utile attivare il mio intervento

  • quando il paziente è stabile, ma non ancora autonomo nella quotidianità
  • quando emerge uno scarto tra comprensione e applicazione
  • quando il passaggio verso la vita attiva risulta fragile o incerto
  • quando è utile un lavoro più operativo e orientato all’integrazione.

Sono disponibile a uno scambio per valutare insieme se e come il mio intervento può integrarsi in una situazione specifica.